{"id":4795,"date":"2021-04-02T13:53:44","date_gmt":"2021-04-02T11:53:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/?p=4795"},"modified":"2021-04-02T15:37:21","modified_gmt":"2021-04-02T13:37:21","slug":"ablazione-del-substrato-nei-pazienti-con-sindrome-di-brugada-il-nostro-punto-di-vista-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/ablazione-del-substrato-nei-pazienti-con-sindrome-di-brugada-il-nostro-punto-di-vista-2\/","title":{"rendered":"L\u2019ABLAZIONE NELLA SINDROME DI BRUGADA: UN NUOVO SISTEMA PER ELIMINARE LE CELLULE MALATE"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4795\" class=\"elementor elementor-4795\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-128c1e8d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"128c1e8d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4188618b\" data-id=\"4188618b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a67627 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5a67627\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p><strong>Morte improvvisa<\/strong>: per prevenirla non solo il defibrillatore, ma anche una seconda opzione terapeutica. \u00c8 l&#8217;ablazione transcatetere epicardica del substrato artimico. Con una puntura sul petto si raggiunge la parte esterna del cuore per aggredire e distruggere, tramite corrente e radiofrequenze, le cellule maggiormente responsabile delle artimie letali. Alla Clinica Montevergine questa procedura viene eseguita con successo, ma il responsabile, dottore Francesco Solimene chiarisce: &#8220;Nella nostra clinica usiamo questa procedura solo per i pazienti sintomatici. E non solo. Per il mappaggio delle cellule malate utilizziamo solo cateteri mappanti ad alta risoluzione che consentono di individuare e trattare con precisione il substrato artimico. \u00c8 come cercare una monetina nella sabbia con le mani nude o con il metal detector.<\/p><p>La sindrome di Brugada \u00e8 una malattia ereditaria, caratterizzata da un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa. Si stima che la sindrome di Brugada sia responsabile dal 5 al 40 % delle morti improvvise in pazienti senza alterazioni strutturali del cuore\u00a0 e sia un importante causa di morte tra gli individui con et\u00e0 inferiore ai 40 anni. Questa patologia\u00a0 determina un\u2019alterazione tipica delL\u2019elettrocardiogramma.Queste alterazioni non sono sempre presenti, ma possono variare nel tempo ed essere accentuate da alcuni farmaci o da alcune condizioni fisiche (come la febbre). I pazienti, affetti dalla sindrome di Brugada possono essere completamente asintomatici, oppure manifestare episodi di sincope, respiro agonico notturno, perdita del controllo degli sfinteri e\u00a0 sintomi minori come cardiopalmo e palpitazioni. Purtroppo in un\u2019elevata percentuale di pazienti la prima manifestazione clinica della malattia \u00e8 proprio la morte improvvisa che in molti casi pu\u00f2 non essere preceduta da alcun segno premonitore.\u00a0 La sindrome di Brugada colpisce con maggiore frequenza gli uomini rispetto alle donne. Data l\u2019origine genetica di questa malattia, spesso i pazienti hanno una storia familiare positiva per morte improvvisa in et\u00e0 giovanile (cio\u00e8 in un\u2019et\u00e0 inferiore ai 50 anni) per cause non note. In caso di sospetto clinico della sindrome di Brugada e in assenza di\u00a0 un chiaro\u00a0 pattern elettrocardiografico spontaneo di tipo 1, \u00e8 possibile eseguire un test farmacologico con formaci bloccanti i canali del sodio (flecainide ma soprattutto ajmalina) che provocano la comparsa o l\u2019accentuazione del profilo elettrocardiografico diagnostico. In caso di risultato positivo al test farmacologico \u00e8 anche possibile eseguire uno studio elettrofisiologico endocavitario in grado di testare la vulnerabilit\u00e0 del paziente all\u2019insorgenza di aritmie ventricolari potenzialmente fatali.<\/p><p>L\u2019unica terapia di provata efficacia in grado di terminare un\u2019aritmia ventricolare potenzialmente fatale \u00e8 una scarica elettrica erogata da un defibrillatore impiantabile. Questi dispositivi controllano in continuo il ritmo cardiaco ed intervengono in caso di insorgenza di aritmie ventricolari sostenute pericolose per la vita. In assenza di controindicazioni, per i pazienti con sindrome di Brugada \u00e8 anche possibile optare per l\u2019impianto di\u00a0 un defibrillatore sottocutaneo che presenta alcuni vantaggi rispetto ai classici defibrillatori impiantabili, tra cui l\u2019assenza di elettrocateteri posizionati all\u2019interno del cuore ed\u00a0 il minor rischio di infezione.<\/p><p>Negli ultimi anni \u00e8 stata sviluppata anche una seconda opzione terapeutica che non esclude l\u2019impianto del defibrillatore. \u00c8\u00a0 l\u2019ablazione transcatetere epicardica del substrato aritmico. Tale terapia serve a prevenire l\u2019insorgenza futura di aritmie ventricolari potenzialmente fatali che richiederebbero l\u2019intervento salvavita del defibrillatore automatico. Lo scopo di tale terapia \u00e8 quella di accedere, tramite una puntura nel torace, alla parte pi\u00f9 esterna del cuore (epicardio) per aggredire e distruggere tramite corrente a radiofrequenza, le cellule maggiormente responsabili degli eventi aritmici .<\/p><p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4796 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/b.jpg\" alt=\"\" width=\"1003\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/b.jpg 1003w, https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/b-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/b-768x337.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/p><p><strong>Quali pazienti \u00e8 possibile trattare con l&#8217;ablazione transcatetere epicardica del substrato aritmico?<\/strong><\/p><p>Noi\u00a0 della Clinica Montevergine sottoponiamo ad ablazione epicardica del substrato aritmico solo i pazienti con sindrome di Brugada sintomatici (con episodi aritmici documentati al defibrillatore o con sincope\/pre-sincope in caso di eventi aritmici terminati senza l\u2019 intervento del defibrillatore ), in quanto riteniamo che la comunit\u00e0 scientifica non abbia raggiunto ancora\u00a0 il livello di evidenza necessario per raccomandare l\u2019ablazione anche ai pazienti asintomatici, per le seguenti motivazioni.<\/p><p><strong>Perch\u00e9 solo i pazienti sintomatici?<\/strong><\/p><p>Nonostante molti pazienti con Sindrome di Brugada impiantati con defibrillatore siano ritenuti a basso rischio di sviluppo di aritmie sulla base dei criteri di stratificazione del rischio pubblicati in letteratura\u00a0 e siano completamente asintomatici, sviluppano in alcuni casi una vera e propria fobia di morire improvvisamente che li porta a sottoporsi precipitosamente ad interventi invasivi come l\u2019ablazione epicardica. Tuttavia tale senso del terrore \u00e8 ingiustificato, in quanto negli studi con follow up a pi\u00f9 di 10 anni, il rischio di sviluppare aritmie maligne \u00e8 circa l\u20191% l\u2019anno per i pazienti asintomatici, e lo stesso rischio scende addirittura a 0,5 % quando si vanno a considerare i pazienti per i quali il pattern elettrocardiografico di Brugada tipo 1 puo&#8217; essere reso manifesto solo con un test farmacologico. Alla luce di quanto discusso finora, possiamo affermare che l\u2019intervento di ablazione epicardica \u00e8 sicuramente un passo avanti nel trattamento del substrato aritmico nei pazienti con sindrome di Brugada, ma a nostro avviso va riservato solo ai pazienti che ne hanno realmente bisogno, ossia quelli sintomatici, senza ricorrere alla strategia ingiustificata del \u201cabliamoli tutti\u201d.<\/p><p><strong>Come viene eseguita?<\/strong><\/p><p>Per trattare al meglio i pazienti sintomatici con Sindrome di Brugada tramite\u00a0 l\u2019intervento ablativo, \u00e8 necessario identificare precisamente il substrato pro aritmico nella porzione esterna del cuore, andando a registrare in tale sede\u00a0 dei segnali elettrici denominati elettrogrammi , tramite i quali,\u00a0 \u00e8 possibile identificare le aree target della successiva ablazione a radiofrequenza che andr\u00e0 ad eliminare il substrato tutto cio\u2019 puo essere fatto con elettrocateteri lineari cilindrici o con elettrocateteri multipolari piatti ad alta risoluzione. Per il mappaggio delle cellule malate\u00a0 dei nostri pazienti sintomatici con sindrome di Brugada, noi utilizziamo appunto solo dei mappanti ad altissima risoluzione\u00a0 che consentano di individuare e quindi trattare pi\u00f9 precisamente il substrato aritmico \u201ce\u2019 come cercare una monetina nella sabbia con le mani a vista oppure utilizzare un metal detector&#8221;<\/p><p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4797 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/c.jpg\" alt=\"\" width=\"1003\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/c.jpg 1003w, https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/c-300x96.jpg 300w, https:\/\/www.clinicamontevergine.com\/cuore\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/c-768x246.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/p><p><strong>Quindi ablazione si, ma solo a sintomatici e con cateteri di qualit\u00e0?<\/strong><\/p><p>Anche se saranno necessari studi futuri per validare su un numero maggiore di pazienti le caratteristiche del substrato identificato dai cateteri ad alta risoluzione nei pazienti con Sindrome di Brugada, noi riteniamo, sulla base della nostra esperienza, che la minore durata e frammentazione, nonch\u00e9 la maggiore definizione dei segnali ad alta frequenza registrati con tali cateteri, consentano un\u2019individuazione pi\u00f9 semplice ed immediata del substrato reale. Riteniamo che tale procedura debba essere riservata ai soli pazienti sintomatici e che il mappaggio del substrato, passaggio fondamentale per identificare e successivamente rimuovere le cellule \u201cmalate\u201d, debba essere realizzato con la migliore tecnologia di cateteri mappanti a disposizione.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morte improvvisa: per prevenirla non solo il defibrillatore, ma anche una seconda opzione terapeutica. \u00c8 l&#8217;ablazione transcatetere epicardica del substrato artimico. Con una puntura sul petto si raggiunge la parte esterna del cuore per aggredire e distruggere, tramite corrente e radiofrequenze, le cellule maggiormente responsabile delle artimie letali. 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